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Autore Topic: Sono infelice  (Read 2711 times)
sydney
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« on: Giugno 05, 2009, 04:20:16 »

Buongiorno a tutti. Sono imbarazzata e non so bene come mettere per iscritto quello che sento. Da sette mesi non sono felice. La mia vita è crollata su vari fronti: familiare, lavorativo, sentimentale. Ho 28 anni e nell'ottobre scorso sono diventata la proprietaria di quella che io chiamo "la mia casina", ma che in realtà ha causato il punto di rottura con mio padre. Per un anno e mezzo abbiamo discusso sulle finiture di quella benedetta casa (si può litigare per questi motivi?): io volevo fare le cose a modo mio (è casa mia!) e lui a modo suo (forte del fatto che mi offriva metà del capitale necessario per acquistare la casa). Il rogito sembrava aver messo fine a tutto, in relatà il bello doveva ancora cominciare. Infatti verso la fine di novembre c'è stata una lite furibonda per gli oggetti che avevo portato in casa mia. Mi sono ritrovata con una rata del mutuo al di sopra delle mie possibilità (ovviamente voluta da mio padre con la promessa di aiutarmi a pagarla) e un padre che non mi parlava più. Questo fino ad un paio di mesi fa, quando mia madre ha avuto una crisi isterica e mi sono ritrovata da sola a convincerla a non buttarsi da un ponte. Ora con mio padre si fa finta che sia rose e fiori. Contemporanemanete alla vicenda di mio padre, sono stata lasciata dal fidanzato, dopo cinque anni e mezzo. Qui ci si potrebbe scrivere un libro, ma il succo è che mi ha lasciata, ma è sempre nella mia vita. Io vorrei formare una famiglia con lui, ma lui (che ha 31 anni) vuole solo starmi vicino (leggi: prendere tutto quello che ho di bello e divertente da offrire) per aiutarmi a dimenticarlo perchè tanto lui è una persona brutta e cattiva destinata a rimar sola. Questo di mattina. Di pomeriggio, è sicuro che torneremo insieme perchè siamo destinati a stare insieme, ma adesso non è il momento perchè ha tanti altri problemi e soprattutto paura di morire (ha un nodulino alla gola da tener controllato) e se a lui succede qualcosa io non mi riprendo più quindi ora lui non sta con nessuno perchè comunque non avrebbe tempo per me e si vuole divertire. Questo è il suo vaneggiamento. Del lavoro non ne parliamo, perchè penso che molte altre persone siano messe nella mia stessa situazione: sfruttamento e totale mancanza di rispetto con intermittenti subdole minacce. I miei amici sono spariti all'orizzonte, me n'è rimasta una che è più depressa di me e una cugina che ultimamente è molto più presa dalla stanchezza e dai suoi problemi lavorativi, quindi per me ci rimane poco. Vorrei scappare via da tutto questo. Prendere i miei due stracci e cambiare nazione, ma quella benedetta casa mi tiene legata a sè, anzi, il mutuo mi tiene legata a tutto questo. Mi sono resa conto che essere gentili, disponibili, diplomatici, generosi, porta solo le persone a prenderti tutto quello che di buono hai da offrire e alla fine, invece di apprezzare quello che viene fatto per loro (ricambiare è forse la conquista evolutiva a cui arriveremo fra qualche migliaio di anni) ti trattano come se tutto quello che hai fatto fosse dovuto. Comunque, tutto questo per dire che sono infelice. Da sette mesi. Il tempo passa, ma non migliora il male che sento. Sono sfinita.
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carlo
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« Rispondi #1 on: Settembre 07, 2009, 07:07:43 »

Innanzitutto le più imbarazzate scuse per la risposta così ritardata. Ma, a parziale giustificazione, abbiamo avuto molti problemi con la gestione del forum e poi ci  si è messa di mezzo la pausa estiva...
Comunque, per prima cosa, spero che la tua situazione nel frattempo sia migliorata, e se questo non fosse, allora vediamo di analizzare un po' gli elementi che fornisci sul problema che stai vivendo.
Mi fa pensare la casa, elemento non solo protettivo a livello reale, ma anche simbolico quale struttura rappresentativa della persona. C'è sicuramente un desiderio di  stabilità e di continuità, che in parte è rassicurante, come l'aiuto dalla famiglia, la relazione antica con il fidanzato problematico, e in parte oppressiva, con le sue mozioni di ostacolo al cambiamento.
Forse vuoi troppo, che le cose intorno a te cambino, senza che tu sia costretta a mutare secondo le necessità evolutive che ognuno, per stare bene, deve seguire.
La casa può essere diversa, una più tua, dove sarai libera di disporre, gli oggetti e la vita, in modo più personale. Anche l'amore può essere indirizzato verso altri soggetti ed altri obbiettivi, divenendo così creativo e benefico, invece che ossessiva conservazione di un'ipotesi ormai palesemente fallimentare, legata solo all'idea rassicurante di un progetto assoluto.
Rifletti su queste cose, ovviamente solo piccole osservazioni non esaustive della complessità della vicenda, e se lo ritieni utile, affidati ad una psicoterapia che ti possa permettere di affrontare i conflitti nei quali da sola ora non riesci ad uscire.
Buone cose,



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Dr. Carlo Cerracchio
Psicologo-Psicoterapeuta
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