terry62
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« on: Giugno 01, 2006, 09:10:01 » |
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Sono qui, sola a casa, mi sono iscritta in questo forum e stranamente ho voglia di raccontarmi. In questo preciso momento mi sento 'abbastanza' calma ma sono 3 anni che vivo da inferno. Tutto è scoppiato dopo il funerale della mia mamma. Ho avuto un attacco di panico E stato una cosa tremenda, ho urlato a mio marito di portarmi fuori. Siamo saliti in auto, ho acceso la radio a tutto volume ma la sensazione di impazzire non si allontanava, temevo di mettermi a urlare di dire cose sconnesse VOLEVO calmarmi ma non ero padrona di me stessa. Credetemi è stata una sensazione TREMENDA al punto che non ricordo se oltre a quel mostruoso evento avevo tutte le altre patologie che purtroppo ho ripetutamente quando l’ansia si impadronisce di me con tutte le conseguenze del caso. (tachicardia, sudorazione,mani e piedi gelati, secchezza delle fauci etc..) Soffro di agorafobia e vi è stato un periodo che non riuscivo neanche a guidare. I periodi di maggiore crisi mi capitano in primavera e in autunno ma questo non significa che negli altri spazi di tempo dell’anno sono in perfetta forma. Mi sono sposata molto giovane, avevo 19 anni ma subito dopo la nascita della mia prima figlia mia mamma, allora cinquantacinquenne, si è ammalata di cuore. I migliori specialisti ritenevano molto rischioso un intervento di By-pass coronarico quindi per tanti lunghissimi anni ha trascorso la sua vita facendo letto-poltrona. Numerosi sono stati i ricoveri in cura intensiva e vivevo i miei giorni sempre con la paura che potesse morire. Non trascorreva giorno che non le telefonassi per sentire la sua voce. Spesso sognavo la sua morte e al risveglio ero serena perché sapevo che era stato solo 1 incubo. Quando avevo 25 anni è nata la mia seconda bambina che a soli 18 mesi si è ammalata di una forma grave di meningite. Ho trascorso più di un mese in ospedale ma per fortuna tutto e stato superato senza lasciare segni. Quei giorni sono stati tremendi per me, non ho lasciato 1 solo secondo la mia bambina ma telefonavo ripetutamente a mia mamma per tranquillizzarla nascondendole la gravità della malattia della sua piccola nipote. Dopo lunghi anni finalmente un famoso chirurgo ha operato la mia mamma, ci aveva garantito che avrebbe migliorato la sua qualità della vita e di non aver nulla da temere per l’intervento. Avevo lo stesso tanta paura ma speravo finalmente di riuscire a godermi la mia mamma. Dico questo perché, sposandomi molto giovane e subito dopo aver superato il periodo adolescenziale in cui i genitori sono solo un ‘impiccio’ avevo proprio voglia di stare con lei e di fare tante cose insieme. Ebbene l’intervento riuscì perfettamente ma l’illusione durò pochissimi mesi. Una nuova crisi era alle porte e subito fu nuovamente ricoverata perché necessitava di pece-meker (direi che si scrive così). Certo la qualità della sua vita era migliorata rispetto alla sedia-poltrona ma non come io avevo tanto sperato. Ebbene 3 anni prima di lasciarci per sempre aveva cominciato a fare capricci, si dimenticava ogni cosa che le veniva detta, lasciava gas acceso etc… Il medico di famiglia e anche al Pronto soccorso dove ci recammo in seguito a una ‘crisi isterica’ i medici la colpevolizzarono di essere una persona priva di dignità e che non si preoccupava dei figli in sala d’attesa preoccupatissimi per lei. Ebbene mia mamma non aveva crisi isteriche e non era neanche sbadata ma era ammalata di Alzaimer. Non ce l’ho fatta, questa malattia proprio non l’accettavo e credo di colpevolizzarmi per questo. Stavo male quando mi raccontava che si guardava allo specchio ma non sapeva chi era, sono stata malissimo quando è uscita di casa e l’abbiamo cercata disperatamente per tutta la città ma è stato terribile quando non sapeva chi fossi io. Mi guardava e mi chiedeva cosa ci facevo in casa sua, una volta si è messa ad urlare contro mia figlia che era andata a casa sua per farle compagnia accusandola di essere una ladra…….questo ed altre cose terribili e molto dolorose anche raccontarle. So di non essere stata la figlia che avrei dovuto essere in questo ultimo periodo della sua vita. Credo di avere inconsciamente anche desiderato la sua morte. Quante volte l’ho sgridata perché volevo farla ragionare, quante riviste ho sfogliato e quante ricerche ho fatto su questa ulteriore terribile malattia che è l’Alzaimer. Tornando al mio star male, inizialmente il mio medico di famiglia mi diceva che sono cose lunghe, che ci vuole tempo, che capita dopo un lutto e mi ha prescritto gocce di lexotan al bisogno. Io però ho continuato a stare male e tante sono state le corse al pronto soccorso. L’anno scorso al mio papà è venuto in ictus, in quel periodo non ho preso farmaci per stare vicino a lui, per aiutarlo anche nelle piccolissime cose. Inconsapevolmente ho trovato la forza, tanta da non temere più l’uso dell’auto che mi permetteva di andare in ospedale di buon ora alla mattina e ora pasti. Purtroppo però le mie disavventure non sono finite. Proprio mentre mio papà era ancora ricoverata in ospedale, sempre alla mia secondogenita le si gonfia un linfonodo. Ricoverata quasi quotidianamente in day ospital presso l’oncologia, ha fatto numerosi esami I medici hanno sospettato tutto quanto di brutto era possibile. Dopo una risonanza magnetica il medico è uscito dall’ambulatorio, mi ha messo una mano sulle spalle e mi ha detto: si faccia forza. Ebbene dopo un intervento di biopsia tutto si è rilevato di natura benigna e da tenere solo controllato periodicamente. Anche in questo periodo non ho avuto attacchi di panico, piangevo quando ero sola ma, in presenza di mia figlia nulla ho fatto trapelare. Questo lo dico perché lei stessa alla fine me l’ha fatto notare, io in verità non credevo di esserci riuscita. Prima di questi ultimi episodi ero in cura presso l’ambulatorio di psichiatria dell’ospedale. Prendevo seroxat e lorazepam ma soprattutto il primo periodo sentivo di peggiorare. Un giorno durante una crisi forte avevo la sensazione di essere sdoppiata, una parte di me diceva buttati giù dalla finestra e l’altra parte mi diceva SCAPPA. Sono scappata ma ancora ora quando ho, anche solo una crisi depressiva, ho paura di rimanere sola in quella camera. Ho continuato la cura ma poi a forza di rimandarmi gli appuntamenti non sono più andata al controllo e ho continuato la cura con il fai da te tanto da decidere io come sospenderla calandomi le dosi di settimana in settimana. Per un paio di mesi sono stata bene ma a Pasqua di quest’anno le crisi sono ritornate Ho trascorso l’intera domenica sul lettino del pronto soccorso completamente rigida finché a tarda sera le due punture che mi avevano fatto hanno deciso di fare effetto e i dolori e tutto il resto si è calmato. Sono tornata a casa dove ho continuato per 10 giorni la mia cura con anti-infiammatori. Ero stanca, mio marito, con il quale sono felicemente sposata da 24 anni ha cominciato a colpevolizzarmi…..devi farti forza…..solo se lo vuoi tu puoi guarire………ma a noi non ci pensi…. Hai rovinato la Pasqua a tutti….Etc… Ho cominciato ad odiarlo e mi sono rivolta a un omeopata per cercare la soluzione alla mia depressione. (non volevo più prendere medicine) Nel frattempo ho cominciato a leggere il libro ‘e liberaci dal male oscuro’ e così ho cambiato direzione rivolgendomi ad uno psichiatra a pagamento. Per il momento, è solo un mese, sono molto contenta, mi ha dato tutti i suoi numeri di tel. per chiamarlo in caso di bisogno e quando purtroppo è capitata la necessità è stato un sollievo per me essere riconosciuta immediatamente per telefono dopo aver pronunciato solo il mio nome. ‘Si signora mi ricordo perfettamente di lei……’ può sembrare stupido ma non mi sono sentita sola. Anche mio marito è cambiato dopo il primo colloquio fatto con il medico, credo che anche lui ora si è convinto che la depressione è una malattia e come tale va curata. Ora prendo Cipralex 10 mg e xanax o.50 mezza pastiglia 3 volte al dì. La prima settimana quando di cipralex ne prendevo mezza stavo benino ma quando sono passata ad una ho avuto nuovamente i disturbi soliti se non peggio, ora ne prendo mezza al mattino e mezza alla sera e sembra che riesco a superare meglio questa prima fase di adattamento. Non so se qualcuno è arrivato sin in fondo a questa storia mia, ma adesso vorrei chiedere come si fa a combattere la iper-razionalità? Altra cosa che incide sul mio malessere. Volevo aggiungere un'ultima cosa, è vero quando ho le crisi forti io scappo al pronto soccorso come se cercassi aiuto ma io non sono preoccupata che possa accadere qualcosa a me, l'origine del mio star male e LA PAURA o meglio il TERRORE di perdere le persone a me molto care.
Grazie
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